Da leggere e da vedere
L'estate porta con sé più tempo da dedicare alla lettura, alle passeggiate e alle scoperte. È il momento ideale per lasciarsi accompagnare da storie che ispirano e da mostre capaci di offrire nuovi punti di vista. Questo mese vi proponiamo due romanzi che raccontano donne alla ricerca del proprio posto nel mondo e due esposizioni che meritano una visita, anche approfittando di una giornata fuori porta.
Gli anni in bianco e nero
Dopo il successo di La portalettere e Domani, domani, Francesca Giannone torna con un nuovo romanzo ambientato nell'Italia degli anni Sessanta. Al centro della narrazione ci sono quattro ragazze, quattro destini diversi e una stessa domanda: come costruire il proprio futuro in un'epoca di profondi cambiamenti sociali?
Una storia corale che parla di amicizia, emancipazione e desiderio di libertà. Se non avete ancora scoperto i romanzi precedenti dell'autrice, l'estate è il momento perfetto per recuperarli. (Per saperne di più)
La cacciatrice di comete
Con La cacciatrice di comete, Penny Haw racconta la straordinaria storia vera di Caroline Herschel, una delle prime donne astronome della storia.
In un'epoca in cui alle donne erano imposti limiti rigidi, Caroline scelse di seguire la propria passione per le stelle, conquistando con talento e determinazione un posto nella comunità scientifica internazionale.
Un romanzo intenso che parla di coraggio, conoscenza e libertà. (Per saperne di più)
Helen Frankenthaler – Kunstmuseum Basilea
Per chi ama l'arte contemporanea, il Kunstmuseum di Basilea dedica una grande retrospettiva a Helen Frankenthaler, una delle protagoniste assolute dell'astrazione americana.
Oltre cinquanta opere raccontano sessant'anni di ricerca artistica, colore e sperimentazione, offrendo un'occasione unica per conoscere una figura fondamentale della storia dell'arte del Novecento. Fino al 23 agosto 2026. (Per saperne di più)
Donne nell'agricoltura: ieri – oggi – domani
Il Museo svizzero all'aperto di Ballenberg propone una mostra speciale dedicata al ruolo delle donne nell'agricoltura.
Attraverso testimonianze, fotografie e racconti, l'esposizione ripercorre il lavoro quotidiano delle donne nelle campagne, mettendo in luce il loro contributo passato, presente e futuro allo sviluppo della società.
Una visita ideale per tutta la famiglia, immersa nella natura. (Per saperne di più)
Una proposta per l’estate. Che scegliate un romanzo sotto l'ombrellone, una mostra durante una gita o entrambe le cose, ogni storia è un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Perché la cultura non è solo intrattenimento: è uno strumento di consapevolezza, dialogo e cambiamento.
(foto: Canva)
14 giugno a Mendrisio – Faftplus presente!
Il 14 giugno, al Parco di Villa Argentina a Mendrisio, si è svolto il Picknick femminista, dedicato quest'anno al tema della cura e organizzato da VPOD, OCST e da numerose associazioni e collettivi.
Faftplus non poteva mancare. Eravamo presenti con una bancarella per la raccolta firme a sostegno dell'iniziativa popolare federale per un congedo familiare, una proposta pienamente in sintonia con il tema della giornata.



L'iniziativa chiede di riconoscere finalmente il valore del tempo dedicato alla cura, uno dei pilastri fondamentali della nostra società: la famiglia. Oggi, infatti, le neomamme hanno diritto a 14 settimane di congedo di maternità, mentre ai papà spettano soltanto 2 settimane. Una situazione che costringe molte famiglie a compiere veri e propri salti mortali per conciliare le esigenze di cura del neonato con gli impegni professionali.
La proposta di introdurre un congedo di 18 settimane per ciascun genitore rappresenterebbe un importante passo avanti: consentirebbe alle famiglie di vivere con maggiore serenità i primi mesi di vita del bambino e favorirebbe una più equa condivisione delle responsabilità di cura, permettendo a entrambi i genitori di mantenere il proprio percorso professionale.

È stata una giornata ricca e proficua, non solo per le firme raccolte, ma soprattutto per gli incontri, le conversazioni e le nuove connessioni nate con le tante associazioni presenti e con le persone che ogni giorno si impegnano sul territorio. Si respirava un autentico spirito di sorellanza, solidarietà e curiosità reciproca.
La rete femminista in Ticino esiste, è viva e continua a crescere.
La giornata del 14 giugno al Parco di Villa Argentina a Mendrisio è stata raccontata anche dalle telecamere de Il Quotidiano.
(foto: Faftplus)
Assemblea Faftplus 2026: il valore delle reti, dell’impegno e dell’amicizia
L’Assemblea generale 2026 di Faftplus è stata molto più di un momento statutario: è stata un’occasione di incontro, confronto e ispirazione.
Un sentito grazie a tutte le socie, ai soci, alle associazioni affiliate e agli ospiti che hanno partecipato, contribuendo con idee, entusiasmo e spirito costruttivo alla vita della nostra Federazione.
Particolarmente apprezzato è stato il dialogo «Il valore dell’amicizia in politica», durante il quale la Consigliera di Stato Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi, già Consigliera nazionale e Presidente onoraria Faftplus, intervistate dalla giornalista Romina Borla, hanno condiviso esperienze, ricordi e riflessioni sul ruolo delle donne nella vita pubblica, sull’importanza delle reti e sulle sfide che ancora ci attendono nel cammino verso la parità. (Vai all'articolo)



Nel corso della serata, Faftplus ha inoltre avuto il piacere di sostenere concretamente l’Archivio Donne Ticino con una donazione destinata alla valorizzazione del fondo archivistico di Chiara Simoneschi-Cortesi, contribuendo così a preservare una preziosa memoria della storia delle donne nel nostro Cantone. (Vai all'articolo)


L’assemblea è stata anche l’occasione per ringraziare Luigi Maffezzoli e Lara Comini per il prezioso contributo offerto al Comitato negli ultimi anni. A loro va la nostra sincera riconoscenza per l’impegno, la disponibilità e le competenze messe al servizio di Faftplus.
Con grande piacere abbiamo inoltre accolto nel Comitato Roberta Soldati e Giada Untersee, alle quali rivolgiamo un caloroso benvenuto. Siamo felici di poter contare sul loro entusiasmo, sulle loro competenze e sulla loro voglia di contribuire alla crescita della nostra Federazione.



Insieme continuiamo a costruire una Federazione forte, aperta e capace di fare rete.
Grazie di cuore a tutte e tutti per la vostra presenza e il vostro sostegno.
Qui di seguito altri scatti salienti dell’assemblea: rivivete con noi i momenti più belli della serata.





















(foto: Faftplus)
Due generazioni, una stessa lotta
Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi si raccontano all’assemblea Faftplus
Due donne ticinesi. Due percorsi diversi. Una stessa convinzione: la parità non arriva da sola, va costruita insieme, con coraggio, preparazione e reti solide tra donne — e non solo.
Durante l’assemblea generale di Faftplus, la giornalista Romina Borla ha guidato l’intervista dal titolo «Il valore dell’amicizia in politica», un intenso e autentico dialogo con Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi: due figure che, a dieci anni di distanza l’una dall’altra, hanno infranto importanti “soffitti di cristallo” nella politica federale svizzera.



Chiara Simoneschi-Cortesi è stata la prima donna ticinese — e prima donna della Svizzera italiana — a presiedere il Consiglio nazionale svizzero nel 2008/2009. Marina Carobbio è invece diventata la prima donna ticinese eletta al Consiglio degli Stati. Due traguardi storici accomunati da una visione politica profondamente umana, attenta agli interessi sociali, alla giustizia e alla parità di genere.
L’intervista ha lasciato spazio non solo alla politica, ma anche all’amicizia nata a Berna tra due donne provenienti da mondi politici differenti. Marina Carobbio ha ricordato il suo arrivo a Palazzo federale nel 2007, quando Chiara Simoneschi-Cortesi era già una figura di riferimento a livello nazionale. «Mi ha dato tanti consigli su come affrontare l’inizio a Berna», ha raccontato Carobbio, sottolineando l’importanza della preparazione, dello studio dei dossier e soprattutto del sostegno reciproco tra donne.



Un messaggio condiviso anche da Simoneschi-Cortesi, che ha ricordato le grandi battaglie trasversali portate avanti negli anni Novanta, come quella per l’assicurazione maternità. «La maternità è di tutti, non è una questione privata», ha affermato, ricordando come solo unendo sensibilità politiche diverse sia stato possibile ottenere risultati concreti.
Molto toccanti anche i ricordi personali e familiari. Marina Carobbio ha raccontato di essere cresciuta con una madre attiva nella difesa dei diritti delle donne, in una Svizzera dove ancora nel 1971 le donne non potevano votare a livello federale e dove, per molte decisioni quotidiane, serviva ancora la firma del marito. Chiara Simoneschi-Cortesi ha invece ricordato il percorso professionale difficile della madre e le limitazioni vissute direttamente dalle donne della sua generazione: dalla necessità di chiedere il permesso al marito per lavorare fino alla disparità salariale ancora oggi irrisolta.



Il tema della conciliabilità tra politica, lavoro e famiglia ha attraversato tutta la conversazione. Marina Carobbio ha raccontato le difficoltà vissute come giovane madre impegnata in politica, tra commissioni federali, figli piccoli e turni di notte come medico. Simoneschi-Cortesi ha invece spiegato come il suo ingresso più intenso in politica sia arrivato in una fase diversa della vita, quando i figli erano ormai grandi.
Entrambe hanno lanciato un messaggio forte alle giovani donne: buttarsi, credere nelle proprie competenze e fare rete. «Le donne spesso sentono di dover essere preparatissime prima di candidarsi», ha osservato Carobbio. «Ma le competenze le abbiamo tanto quanto gli uomini».
Non sono mancati gli sguardi critici verso il presente. Se da un lato Marina Carobbio vede nelle nuove generazioni una maggiore sensibilità verso i temi della parità, Chiara Simoneschi-Cortesi ha ricordato quanto resti ancora da fare, invitando però a non perdere mai curiosità, umiltà e capacità di lavorare insieme.
Più che una semplice intervista, quello proposto da Faftplus è stato un vero passaggio di testimone
tra generazioni di donne impegnate nella vita pubblica. Un dialogo sincero, ricco di memoria, esperienza e visione, che ha ricordato a tutte e tutti quanto la parità sia ancora oggi una conquista quotidiana.
(foto: Faftplus)
Da leggere e da vedere
Le storie hanno il potere di accompagnarci oltre il nostro tempo, di farci incontrare persone, esperienze e prospettive capaci di arricchire il nostro sguardo sul mondo. Questo mese vi proponiamo due letture molto diverse tra loro, accomunate però da un elemento fondamentale: il percorso di donne che cercano, resistono, crescono e trasformano la realtà che le circonda.
Io sono Adele
Con "Io sono Adele", l'autrice ci conduce alla scoperta della vita di Adele Cambria, giornalista, scrittrice e protagonista delle battaglie civili e femministe del Novecento italiano. Attraverso una narrazione coinvolgente, il libro restituisce il ritratto di una donna libera, determinata e anticonformista, che ha saputo attraversare decenni di cambiamenti sociali e culturali senza mai rinunciare alla propria voce. Una lettura preziosa per chi desidera conoscere una figura fondamentale della storia contemporanea e riflettere sul lungo cammino verso l'emancipazione femminile. (Per saperne di più)
Supernova
Con "Supernova" di Nina Gigante, entriamo invece nell'universo di una giovane protagonista alle prese con le sfide della crescita, della scoperta di sé e della ricerca del proprio posto nel mondo.
Una storia intensa e delicata che affronta temi universali come l'identità, le relazioni, il cambiamento e il coraggio di immaginare il proprio futuro. Un romanzo che parla soprattutto alle nuove generazioni, ma che offre spunti di riflessione a lettrici e lettori di ogni età. (Per saperne di più)
Due libri, due epoche e due percorsi differenti, uniti da un filo comune: la capacità delle donne di reinventarsi, sfidare i limiti imposti e aprire nuove possibilità per sé stesse e per chi verrà dopo di loro.
Buona lettura!
(foto: Canva)
Faftplus sostiene la memoria delle donne
Una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino per il fondo Chiara Simoneschi-Cortesi
La memoria delle donne è memoria collettiva. Ed è anche uno strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire il futuro.
In occasione dell’assemblea generale 2026, Faftplus ha consegnato una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino a sostegno del lavoro di riordino, conservazione e valorizzazione del fondo archivistico di Chiara Simoneschi-Cortesi.
A ricevere simbolicamente l’assegno sono state la vicepresidente dell’Archivio Donne Ticino Nicoletta Solcà insieme alle co-presidenti di Faftplus, Maria e Gina, in un momento carico di significato e riconoscenza verso una figura che ha segnato profondamente la storia politica e sociale del nostro Cantone e della Svizzera.



Nel suo intervento durante l’assemblea, Nicoletta Solcà ha ricordato come il fondo archivistico consegnato da Chiara Simoneschi-Cortesi nel 2019 rappresenti uno dei più importanti custoditi dall’Archivio Donne Ticino nei suoi 25 anni di attività: ben 120 scatole e oltre 1’200 file digitali che documentano decenni di impegno politico, sociale e culturale.
Un patrimonio prezioso che racconta numerose tappe fondamentali della storia delle donne in Ticino e in Svizzera: dall’Associazione Donne PPD — fondata nel 1985 e presieduta inizialmente proprio da Simoneschi-Cortesi — al Gran Consiglio, dalle commissioni federali dedicate all’uguaglianza e alle questioni femminili fino alle attività comunali, alla formazione professionale e alla formazione continua per adulti.
Nicoletta Solcà ha sottolineato come il lavoro archivistico richieda tempo, competenze e risorse: «L’elefante va mangiato a fette», ha ricordato citando la presidente dell’associazione Yvonne Pesenti, spiegando come il riordino e l’inventariazione del fondo procedano a tappe, grazie al lavoro di archiviste e archivisti professionisti.
La donazione di Faftplus vuole essere un gesto concreto per sostenere questo importante lavoro di memoria e valorizzazione storica. Conservare questi documenti significa infatti preservare le tracce delle battaglie, dei progressi e dell’impegno di generazioni di donne che hanno contribuito a trasformare la società.
Per Faftplus, sostenere l’Archivio Donne Ticino significa anche ribadire l’importanza di rendere visibile la storia delle donne, affinché il loro contributo non venga dimenticato ma continui a ispirare le generazioni future.
(foto: Faftplus)
Il sessismo non è marketing
Di Mari-Luz Besomi-Candolfi, comitato Faftplus
Le polemiche nate attorno alle magliette indossate dal personale del Lido di Caslano riaprono una questione che va ben oltre il singolo episodio: fino a che punto il marketing può spingersi nel nome della visibilità? La comunicazione pubblicitaria punta spesso sulla provocazione, con l’obiettivo di generare attenzione immediata, discussioni online e diffusione virale. Tuttavia il fatto che un messaggio riesca a “far parlare di sé” non significa automaticamente che sia legittimo o accettabile.
L’utilizzo di slogan sessisti o basati su stereotipi di genere non può essere giustificato come ironia o goliardia. Quando la donna viene ridotta al proprio corpo oppure associata a un oggetto o a un elemento decorativo utile ad attirare clienti, si normalizza una mentalità irrispettosa che apre la porta alla violenza. La questione non riguarda il divieto dell’umorismo, ma la responsabilità di chi comunica pubblicamente.
Un’attività commerciale, soprattutto in contesti frequentati da giovani e famiglie, trasmette inevitabilmente anche un’immagine culturale. E proprio per questo il marketing deve interrogarsi non solo su ciò che funziona in termini di attenzione, ma anche su ciò che comunica in termini di valori. La provocazione sessista per ottenere pubblicità facile purtroppo ancora genera visibilità nel breve periodo, ma rafforza modelli comunicativi basati sulla prepotenza e sugli stereotipi.
In una società che chiede maggiore consapevolezza e rispetto, la comunicazione commerciale non può sottrarsi a una riflessione etica.
Leggi qui l'articolo apparso su tio.ch il 9 maggio 2026.
(foto: Canva)
142: una linea diretta per le vittime di violenza
Dal 1° maggio 2026 è attivo in Ticino il numero 142, una nuova linea nazionale pensata per offrire accesso immediato all’aiuto per le vittime di violenza. Una cifra semplice, facile da ricordare, che diventa un primo punto di contatto per chi vive situazioni di paura, controllo o abuso— ma anche per familiari, amiche e amici che vogliono sostenere.
La violenza è spesso invisibile e difficile da raccontare. Colpisce in particolare molte donne, ma anche uomini e giovani, e si manifesta non solo in forme fisiche, ma anche psicologiche, economiche e relazionali. In questi contesti, chiedere aiuto può essere il passo più difficile. Il 142 nasce proprio per ridurre questa distanza, offrendo uno spazio di ascolto accessibile, riservato e senza giudizio.
Componendo il numero, si entra in contatto con professioniste e professionisti formati, pronti a offrire sostegno e orientamento verso i servizi adeguati. Il servizio è attivo 24 ore su 24: durante gli orari d’ufficio rispondono le operatrici e gli operatori specializzati, mentre fuori orario è garantito un primo ascolto e l’accompagnamento verso le risorse disponibili.
Il 142 non è un numero di emergenza, ma uno strumento fondamentale per fare il primo passo. Perché uscire dalla violenza non deve essere un percorso solitario, e ogni richiesta di aiuto merita di trovare risposta.
Per maggiori informazioni puoi consultare la pagina dedicata al servizio.
(foto: Canva)
Le parole contano!
Il linguaggio è espressione del nostro pensiero ed è uno strumento potente nel plasmare la mentalità collettiva. Per questo non va mai banalizzato.
Faftplus ne è convinta e, di conseguenza, presta particolare attenzione al modo in cui la stampa e i media raccontano i fatti. Il titolo di un articolo de La Regione, relativo al caso di un docente di scuola media che ha abusato per lungo tempo di allieve minorenni, ha urtato profondamente non solo noi, ma anche molte persone sensibili a questo tema.
Alle prese di posizione della co-presidente di Faftplus Gina La Mantia e della membra di comitato e deputata in Gran Consiglio Giulia Petralli sono seguite le scuse del direttore del giornale Daniel Ritzer. Scuse che accogliamo.
Qui di seguito la prese di posizione di Gina La Mantia (co-presidente Faftplus) e Giulia Petralli (membro di Faftplus).
(foto: Canva)
Parità salariale: il Cantone può fare di più!
Dieci anni dopo la firma della Carta per la parità salariale nel settore pubblico da parte del
Cantone, l’obiettivo della stessa è lungi dall’essere raggiunto. I dati sono inequivocabili:
persiste ancora un’importante disparità salariale che causa effetti negativi sull’indipendenza
economica delle donne, sul loro potere d’acquisto e sulla loro situazione finanziaria in età
pensionistica.
Eppure, per il Consiglio di Stato la situazione sembrerebbe essere sotto controllo. Sollecitato da una mozione del gruppo “Più donne”, afferma infatti che, avendo firmato la Carta per la parità salariale, non vi sia altro da fare.
Faftplus è del parere che si possa e si debba fare di più. Promuovere maggiormente la Carta
per la parità salariale anche a livello comunale rappresenterebbe un primo passo nella giusta direzione.
Qui di seguito l'intero articolo "Le disparità restano, il governo agisca" di Vittoria De Feo, apparso su La Regione del 7 aprile.
(foto: Canva)









