Assemblea Faftplus 2026: il valore delle reti, dell’impegno e dell’amicizia
L’Assemblea generale 2026 di Faftplus è stata molto più di un momento statutario: è stata un’occasione di incontro, confronto e ispirazione.
Un sentito grazie a tutte le socie, ai soci, alle associazioni affiliate e agli ospiti che hanno partecipato, contribuendo con idee, entusiasmo e spirito costruttivo alla vita della nostra Federazione.
Particolarmente apprezzato è stato il dialogo «Il valore dell’amicizia in politica», durante il quale la Consigliera di Stato Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi, già Consigliera nazionale e Presidente onoraria Faftplus, intervistate dalla giornalista Romina Borla, hanno condiviso esperienze, ricordi e riflessioni sul ruolo delle donne nella vita pubblica, sull’importanza delle reti e sulle sfide che ancora ci attendono nel cammino verso la parità. (Vai all'articolo)



Nel corso della serata, Faftplus ha inoltre avuto il piacere di sostenere concretamente l’Archivio Donne Ticino con una donazione destinata alla valorizzazione del fondo archivistico di Chiara Simoneschi-Cortesi, contribuendo così a preservare una preziosa memoria della storia delle donne nel nostro Cantone. (Vai all'articolo)


L’assemblea è stata anche l’occasione per ringraziare Luigi Maffezzoli e Lara Comini per il prezioso contributo offerto al Comitato negli ultimi anni. A loro va la nostra sincera riconoscenza per l’impegno, la disponibilità e le competenze messe al servizio di Faftplus.
Con grande piacere abbiamo inoltre accolto nel Comitato Roberta Soldati e Giada Untersee, alle quali rivolgiamo un caloroso benvenuto. Siamo felici di poter contare sul loro entusiasmo, sulle loro competenze e sulla loro voglia di contribuire alla crescita della nostra Federazione.



Insieme continuiamo a costruire una Federazione forte, aperta e capace di fare rete.
Grazie di cuore a tutte e tutti per la vostra presenza e il vostro sostegno.
Qui di seguito altri scatti salienti dell’assemblea: rivivete con noi i momenti più belli della serata.





















(foto: Faftplus)
Due generazioni, una stessa lotta
Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi si raccontano all’assemblea Faftplus
Due donne ticinesi. Due percorsi diversi. Una stessa convinzione: la parità non arriva da sola, va costruita insieme, con coraggio, preparazione e reti solide tra donne — e non solo.
Durante l’assemblea generale di Faftplus, la giornalista Romina Borla ha guidato l’intervista dal titolo «Il valore dell’amicizia in politica», un intenso e autentico dialogo con Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi: due figure che, a dieci anni di distanza l’una dall’altra, hanno infranto importanti “soffitti di cristallo” nella politica federale svizzera.



Chiara Simoneschi-Cortesi è stata la prima donna ticinese — e prima donna della Svizzera italiana — a presiedere il Consiglio nazionale svizzero nel 2008/2009. Marina Carobbio è invece diventata la prima donna ticinese eletta al Consiglio degli Stati. Due traguardi storici accomunati da una visione politica profondamente umana, attenta agli interessi sociali, alla giustizia e alla parità di genere.
L’intervista ha lasciato spazio non solo alla politica, ma anche all’amicizia nata a Berna tra due donne provenienti da mondi politici differenti. Marina Carobbio ha ricordato il suo arrivo a Palazzo federale nel 2007, quando Chiara Simoneschi-Cortesi era già una figura di riferimento a livello nazionale. «Mi ha dato tanti consigli su come affrontare l’inizio a Berna», ha raccontato Carobbio, sottolineando l’importanza della preparazione, dello studio dei dossier e soprattutto del sostegno reciproco tra donne.



Un messaggio condiviso anche da Simoneschi-Cortesi, che ha ricordato le grandi battaglie trasversali portate avanti negli anni Novanta, come quella per l’assicurazione maternità. «La maternità è di tutti, non è una questione privata», ha affermato, ricordando come solo unendo sensibilità politiche diverse sia stato possibile ottenere risultati concreti.
Molto toccanti anche i ricordi personali e familiari. Marina Carobbio ha raccontato di essere cresciuta con una madre attiva nella difesa dei diritti delle donne, in una Svizzera dove ancora nel 1971 le donne non potevano votare a livello federale e dove, per molte decisioni quotidiane, serviva ancora la firma del marito. Chiara Simoneschi-Cortesi ha invece ricordato il percorso professionale difficile della madre e le limitazioni vissute direttamente dalle donne della sua generazione: dalla necessità di chiedere il permesso al marito per lavorare fino alla disparità salariale ancora oggi irrisolta.



Il tema della conciliabilità tra politica, lavoro e famiglia ha attraversato tutta la conversazione. Marina Carobbio ha raccontato le difficoltà vissute come giovane madre impegnata in politica, tra commissioni federali, figli piccoli e turni di notte come medico. Simoneschi-Cortesi ha invece spiegato come il suo ingresso più intenso in politica sia arrivato in una fase diversa della vita, quando i figli erano ormai grandi.
Entrambe hanno lanciato un messaggio forte alle giovani donne: buttarsi, credere nelle proprie competenze e fare rete. «Le donne spesso sentono di dover essere preparatissime prima di candidarsi», ha osservato Carobbio. «Ma le competenze le abbiamo tanto quanto gli uomini».
Non sono mancati gli sguardi critici verso il presente. Se da un lato Marina Carobbio vede nelle nuove generazioni una maggiore sensibilità verso i temi della parità, Chiara Simoneschi-Cortesi ha ricordato quanto resti ancora da fare, invitando però a non perdere mai curiosità, umiltà e capacità di lavorare insieme.
Più che una semplice intervista, quello proposto da Faftplus è stato un vero passaggio di testimone
tra generazioni di donne impegnate nella vita pubblica. Un dialogo sincero, ricco di memoria, esperienza e visione, che ha ricordato a tutte e tutti quanto la parità sia ancora oggi una conquista quotidiana.
(foto: Faftplus)
Da leggere e da vedere
Le storie hanno il potere di accompagnarci oltre il nostro tempo, di farci incontrare persone, esperienze e prospettive capaci di arricchire il nostro sguardo sul mondo. Questo mese vi proponiamo due letture molto diverse tra loro, accomunate però da un elemento fondamentale: il percorso di donne che cercano, resistono, crescono e trasformano la realtà che le circonda.
Io sono Adele
Con "Io sono Adele", l'autrice ci conduce alla scoperta della vita di Adele Cambria, giornalista, scrittrice e protagonista delle battaglie civili e femministe del Novecento italiano. Attraverso una narrazione coinvolgente, il libro restituisce il ritratto di una donna libera, determinata e anticonformista, che ha saputo attraversare decenni di cambiamenti sociali e culturali senza mai rinunciare alla propria voce. Una lettura preziosa per chi desidera conoscere una figura fondamentale della storia contemporanea e riflettere sul lungo cammino verso l'emancipazione femminile. (Per saperne di più)
Supernova
Con "Supernova" di Nina Gigante, entriamo invece nell'universo di una giovane protagonista alle prese con le sfide della crescita, della scoperta di sé e della ricerca del proprio posto nel mondo.
Una storia intensa e delicata che affronta temi universali come l'identità, le relazioni, il cambiamento e il coraggio di immaginare il proprio futuro. Un romanzo che parla soprattutto alle nuove generazioni, ma che offre spunti di riflessione a lettrici e lettori di ogni età. (Per saperne di più)
Due libri, due epoche e due percorsi differenti, uniti da un filo comune: la capacità delle donne di reinventarsi, sfidare i limiti imposti e aprire nuove possibilità per sé stesse e per chi verrà dopo di loro.
Buona lettura!
(foto: Canva)
Faftplus sostiene la memoria delle donne
Una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino per il fondo Chiara Simoneschi-Cortesi
La memoria delle donne è memoria collettiva. Ed è anche uno strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire il futuro.
In occasione dell’assemblea generale 2026, Faftplus ha consegnato una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino a sostegno del lavoro di riordino, conservazione e valorizzazione del fondo archivistico di Chiara Simoneschi-Cortesi.
A ricevere simbolicamente l’assegno sono state la vicepresidente dell’Archivio Donne Ticino Nicoletta Solcà insieme alle co-presidenti di Faftplus, Maria e Gina, in un momento carico di significato e riconoscenza verso una figura che ha segnato profondamente la storia politica e sociale del nostro Cantone e della Svizzera.



Nel suo intervento durante l’assemblea, Nicoletta Solcà ha ricordato come il fondo archivistico consegnato da Chiara Simoneschi-Cortesi nel 2019 rappresenti uno dei più importanti custoditi dall’Archivio Donne Ticino nei suoi 25 anni di attività: ben 120 scatole e oltre 1’200 file digitali che documentano decenni di impegno politico, sociale e culturale.
Un patrimonio prezioso che racconta numerose tappe fondamentali della storia delle donne in Ticino e in Svizzera: dall’Associazione Donne PPD — fondata nel 1985 e presieduta inizialmente proprio da Simoneschi-Cortesi — al Gran Consiglio, dalle commissioni federali dedicate all’uguaglianza e alle questioni femminili fino alle attività comunali, alla formazione professionale e alla formazione continua per adulti.
Nicoletta Solcà ha sottolineato come il lavoro archivistico richieda tempo, competenze e risorse: «L’elefante va mangiato a fette», ha ricordato citando la presidente dell’associazione Yvonne Pesenti, spiegando come il riordino e l’inventariazione del fondo procedano a tappe, grazie al lavoro di archiviste e archivisti professionisti.
La donazione di Faftplus vuole essere un gesto concreto per sostenere questo importante lavoro di memoria e valorizzazione storica. Conservare questi documenti significa infatti preservare le tracce delle battaglie, dei progressi e dell’impegno di generazioni di donne che hanno contribuito a trasformare la società.
Per Faftplus, sostenere l’Archivio Donne Ticino significa anche ribadire l’importanza di rendere visibile la storia delle donne, affinché il loro contributo non venga dimenticato ma continui a ispirare le generazioni future.
(foto: Faftplus)
Il sessismo non è marketing
Di Mari-Luz Besomi-Candolfi, comitato Faftplus
Le polemiche nate attorno alle magliette indossate dal personale del Lido di Caslano riaprono una questione che va ben oltre il singolo episodio: fino a che punto il marketing può spingersi nel nome della visibilità? La comunicazione pubblicitaria punta spesso sulla provocazione, con l’obiettivo di generare attenzione immediata, discussioni online e diffusione virale. Tuttavia il fatto che un messaggio riesca a “far parlare di sé” non significa automaticamente che sia legittimo o accettabile.
L’utilizzo di slogan sessisti o basati su stereotipi di genere non può essere giustificato come ironia o goliardia. Quando la donna viene ridotta al proprio corpo oppure associata a un oggetto o a un elemento decorativo utile ad attirare clienti, si normalizza una mentalità irrispettosa che apre la porta alla violenza. La questione non riguarda il divieto dell’umorismo, ma la responsabilità di chi comunica pubblicamente.
Un’attività commerciale, soprattutto in contesti frequentati da giovani e famiglie, trasmette inevitabilmente anche un’immagine culturale. E proprio per questo il marketing deve interrogarsi non solo su ciò che funziona in termini di attenzione, ma anche su ciò che comunica in termini di valori. La provocazione sessista per ottenere pubblicità facile purtroppo ancora genera visibilità nel breve periodo, ma rafforza modelli comunicativi basati sulla prepotenza e sugli stereotipi.
In una società che chiede maggiore consapevolezza e rispetto, la comunicazione commerciale non può sottrarsi a una riflessione etica.
Leggi qui l'articolo apparso su tio.ch il 9 maggio 2026.
(foto: Canva)
142: una linea diretta per le vittime di violenza
Dal 1° maggio 2026 è attivo in Ticino il numero 142, una nuova linea nazionale pensata per offrire accesso immediato all’aiuto per le vittime di violenza. Una cifra semplice, facile da ricordare, che diventa un primo punto di contatto per chi vive situazioni di paura, controllo o abuso— ma anche per familiari, amiche e amici che vogliono sostenere.
La violenza è spesso invisibile e difficile da raccontare. Colpisce in particolare molte donne, ma anche uomini e giovani, e si manifesta non solo in forme fisiche, ma anche psicologiche, economiche e relazionali. In questi contesti, chiedere aiuto può essere il passo più difficile. Il 142 nasce proprio per ridurre questa distanza, offrendo uno spazio di ascolto accessibile, riservato e senza giudizio.
Componendo il numero, si entra in contatto con professioniste e professionisti formati, pronti a offrire sostegno e orientamento verso i servizi adeguati. Il servizio è attivo 24 ore su 24: durante gli orari d’ufficio rispondono le operatrici e gli operatori specializzati, mentre fuori orario è garantito un primo ascolto e l’accompagnamento verso le risorse disponibili.
Il 142 non è un numero di emergenza, ma uno strumento fondamentale per fare il primo passo. Perché uscire dalla violenza non deve essere un percorso solitario, e ogni richiesta di aiuto merita di trovare risposta.
Per maggiori informazioni puoi consultare la pagina dedicata al servizio.
(foto: Canva)
Le parole contano!
Il linguaggio è espressione del nostro pensiero ed è uno strumento potente nel plasmare la mentalità collettiva. Per questo non va mai banalizzato.
Faftplus ne è convinta e, di conseguenza, presta particolare attenzione al modo in cui la stampa e i media raccontano i fatti. Il titolo di un articolo de La Regione, relativo al caso di un docente di scuola media che ha abusato per lungo tempo di allieve minorenni, ha urtato profondamente non solo noi, ma anche molte persone sensibili a questo tema.
Alle prese di posizione della co-presidente di Faftplus Gina La Mantia e della membra di comitato e deputata in Gran Consiglio Giulia Petralli sono seguite le scuse del direttore del giornale Daniel Ritzer. Scuse che accogliamo.
Qui di seguito la prese di posizione di Gina La Mantia (co-presidente Faftplus) e Giulia Petralli (membro di Faftplus).
(foto: Canva)
Parità salariale: il Cantone può fare di più!
Dieci anni dopo la firma della Carta per la parità salariale nel settore pubblico da parte del
Cantone, l’obiettivo della stessa è lungi dall’essere raggiunto. I dati sono inequivocabili:
persiste ancora un’importante disparità salariale che causa effetti negativi sull’indipendenza
economica delle donne, sul loro potere d’acquisto e sulla loro situazione finanziaria in età
pensionistica.
Eppure, per il Consiglio di Stato la situazione sembrerebbe essere sotto controllo. Sollecitato da una mozione del gruppo “Più donne”, afferma infatti che, avendo firmato la Carta per la parità salariale, non vi sia altro da fare.
Faftplus è del parere che si possa e si debba fare di più. Promuovere maggiormente la Carta
per la parità salariale anche a livello comunale rappresenterebbe un primo passo nella giusta direzione.
Qui di seguito l'intero articolo "Le disparità restano, il governo agisca" di Vittoria De Feo, apparso su La Regione del 7 aprile.
(foto: Canva)
Da leggere e da vedere
Marzo ci invita a rallentare lo sguardo e a lasciarci attraversare da storie che interrogano identità, memoria e trasformazione. Tra libri, arte e musica, emergono voci che aprono spazi di riflessione e ci accompagnano verso nuove consapevolezze.
Iniziamo dalla lettura con “Gli anni in bianco e nero”, un’opera che attraversa il tempo e la memoria, intrecciando esperienze individuali e collettive. È una narrazione che ci porta a riflettere su ciò che resta, su ciò che cambia e su come le storie personali possano diventare specchio di una realtà più ampia, capace di parlare a tutte e tutti. Più info qui.
Accanto a questo, “Oltre lo specchio” di Rosa Russo, presentato recentemente anche in Ticino, ci accompagna in un viaggio più intimo e introspettivo. Un romanzo che invita a interrogare l’immagine che abbiamo di noi stesse e noi stessi, a guardare oltre le apparenze e a riconoscere le narrazioni – spesso invisibili – che influenzano il nostro modo di essere e di stare nel mondo. Più info qui.
Sul fronte del vedere il LAC di Lugano propone la mostra “RE-IMAGININGS. Mai-Thu Perret e Una Szeemann”, un dialogo tra due artiste che esplorano il femminile attraverso linguaggi contemporanei. Un percorso che mette in discussione rappresentazioni e ruoli, aprendo nuove possibilità di lettura e immaginazione, dove l’arte diventa spazio di trasformazione e libertà. Più info qui.
Infine, un’esperienza da vivere e ascoltare: la Suite corale – “Le donne di Isone 1820”. Una storia potente e poco conosciuta, in cui un gruppo di donne, sfidando le regole del proprio tempo, decide di far sentire la propria voce cantando durante la messa. Un gesto semplice ma rivoluzionario, che ancora oggi parla di coraggio, resistenza e libertà. Il progetto musicale riporta in vita questa memoria attraverso una serie di concerti in Ticino, offrendo un momento di ascolto e connessione profonda con il passato e con il presente. Più info qui.
Storie da leggere, immagini da osservare, voci da ascoltare: percorsi diversi che ci invitano amettere in discussione ciò che diamo per scontato e a immaginare nuovi modi di essere e diconvivere.
(foto: Canva)
Faftplus sulla votazione dell’8 marzo
Imposizione individuale – una questione di principio colta dalla popolazione
È stata l’occasione per finalmente arrivare a una maggior equità fiscale, il momento giusto per eliminare la penalizzazione del matrimonio riconosciuto dal Tribunale federale già nel lontano 1984. L’occasione per introdurre un sistema fiscale che valorizza maggiormente il lavoro femminile e riconosce la donna, anche quando è sposata, come individuo a pieno titolo. Una questione di principio che il popolo svizzero ha saputo cogliere con chiarezza.
Faftplus – Federazione delle Associazioni femminili Ticino, che sin dal momento del lancio dell’iniziativa da parte delle Donne liberali radicali ha sostenuto il progetto, è molto soddisfatta da questo importante passo in avanti per abbattere gli stereotipi di genere, dare alle coppie piena libertà di scelta e alle donne una maggior possibilità di mettere a frutto le loro competenze professionali.
Bocciata l’iniziativa “200 franchi bastano”: una vittoria per il servizio pubblico
Faftplus – Federazione delle Associazioni femminili Ticino accoglie con soddisfazione il netto rifiuto dell’iniziativa “200 franchi bastano”. Il voto popolare conferma l’importanza di un servizio pubblico radiotelevisivo forte, capace di garantire un’informazione di qualità, accessibile a tutte e tutti, a sostegno del pluralismo culturale e linguistico in Svizzera. Il risultato, seppur meno chiaro in Ticino, dimostra inoltre che il ruolo fondamentale della RSI per il tessuto sociale ed economico è stato colto dalla cittadinanza che si è opposta a un ulteriore impoverimento della Svizzera italiana.
Faftplus non rinuncia allo spirito critico con il quale ha sempre osservato – anche come socia della CORSI – l’operato della RSI. Una maggior rappresentazione femminile nei ruoli di esperte, un linguaggio rispettoso e inclusivo e la scelta di immagini non stereotipate sono fondamentali per promuovere la parità e l’emancipazione femminile.
(foto: Canva)









