Imposizione individuale per una piena uguaglianza

Le donne ricoprono spesso un ruolo di secondo rango sul mercato del lavoro svizzero, con impieghi a tempo parziale, salari e pensioni ridotte, postformazione e opportunità di carriera limitate. Una delle ragioni è da ricercare nel sistema fiscale che tassa le coppie sposate e professionalmente attive come un‘unità economica; sistema che le donne intendono ora rivoluzionare. FAFTPlus invita a firmare l’iniziativa popolare sull’imposizione individuale che rappresenta un cambio di paradigma capace di mettere le donne al centro dell’economia e della società.

FIRMA ORA:

Documento - Sostieni l'iniziativa (PDF)


AVS 21, donne in pensione a 65 anni

Il progetto di revisione prevede di aumentare l’età pensionabile delle donne a 65 anni. FAFTPlus invita a votare no.

Da 40 anni Il principio della parità salariale è fissato nella nostra Costituzione e da 25 anni nella Legge sulla parità. Ciononostante - dati della "Rilevazione della struttura dei salari" alla mano[1] - in Svizzera c'è ancora una differenza salariale del quasi 20% tra uomini e donne. 

 

Comunicato stampa - perché diciamo no (PDF)


Evento - Il Suffragio in Scena

Sabato 2 ottobre 2021,
ore 16.30
Teatro Sociale di Bellinzona


Comunicato stampa - Un passo verso la vera uguaglianza

Quando si parla di genitorialità, co-genitorialità, diritto di famiglia e diritti dei genitori, le famiglie arcobaleno sono spesso ancora invisibili. Il 26 settembre possiamo però fare un passo verso la piena uguaglianza e il rispetto della diversità aprendo il matrimonio civile a tutti: coppie eterosessuali e coppie dello stesso sesso. Il comitato di FAFTPlus invita a votare SÌ perché è tempo che i diritti e i doveri del matrimonio siano applicati a tutti senza discriminazione alcuna.


STATO AVANZAMENTO LAVORI SULLE QUATTRO LINEE DIRETTRICI ECONOMIA DI GENERE – LUGLIO 2021

Prendiamo spunto dalla  presentazione del DFE del 6 luglio  Gruppo strategico per il rilancio del Paese -  Principali risultati emersi, per un aggiornamento dei  progressi sulle quattro linee direttrici  annunciate l’8 marzo L’obiettivo di un rilancio rispettoso dell’economia di genere viene declinato all’interno dei capitoli   #ticinosostenibile e #ticinoimprenditoriale, vede il coinvolgimento di un team FAFTPlus-EquiLab e il sostegno  della Gran Consigliera PS Anna Biscossa, membra del  Gruppo Strategico per il rilancio del Paese.

Le prime  tre linee direttrici 

Il primo buon risultato riguarda il riconoscimento che l’impatto della crisi sul lavoro femminile merita una strategia mirata, che  Claudia Sassi, Capa della  Sezione del Lavoro del DFE, ha presentato nel merito delle tre misure di intervento previste.

Nella riunione di kick off del 30 giugno si sono già formati i  gruppi di lavoro, che coinvolgono  specialisti/e   DFE ed EquiLab,  e si sono delineate le tempistiche ; si prevede  la conclusione dei  lavori dei gruppi entro maggio 2022.

Per lo studio di  misure specifiche  di accompagnamento  all’imprenditoria femminile, è in corso un dialogo fruttuoso con l’Ufficio dello Sviluppo Economico, in particolare il settore PMI,  e il servizio DECS-DFE Fondounimpresa. L’obiettivo è di completare l’offerta esistente di servizi  all’autoimprenditorialità e alle start up del Cantone,  tenendo conto delle specificità del pubblico femminile.  Si sta delineando una possibile sinergia nell’evoluzione del  progetto « Donne e Microimpresa » di EquiLab, finanziato in forma preliminare dall’Ufficio Federale dell’Uguaglianza, che ha già permesso di fornire buone indicazioni sulle forme di  sostegno utili alle donne, specialmente   nella fase di incubazione dell’idea imprenditoriale.

Sul  fronte delle statistiche, stiamo approfondendo con gli specialisti di USTAT quali e quanti dati siano effettivamente disponibili e declinabili per genere. Nulla togliendo al  repertorio degli approfondimenti sulle  questioni di genere,  ampio e curato, che il nostro ufficio di statistica produce da anni,  l’obiettivo deve essere  infatti quello di dar conto regolarmente di dati di statistica pubblica distinti per  uomini e donne. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nei metodi di raccolta e monitoraggio, su cui anche l’Ufficio Federale di Statistica sta riflettendo. Per il Ticino, gli sforzi di USTAT si concentreranno inizialmente sui dati del mercato del lavoro.  

Nessuna novità, per ora,  sulla  quarta linea direttrice : rafforzamento della promozione delle misure di conciliabilità lavoro-famiglia a favore di lavoratrici, lavoratori ed organizzazioni aziendali.  

Ricordiamo che si tratta delle misure  approvate con la  riforma fisco-sociale 2018 e catalogate nell’area delle misure sociali. Rientrano in questo ambito le  politiche aziendali a favore delle famiglie, da finanziarsi  tramite prelievo sulla massa salariale (0.12% e 0.15% a partire dal 2021). Fanno parte di queste misure la sensibilizzazione delle aziende, la consulenza e il sostegno allo sviluppo di misure e soluzioni a favore di collaboratori/trici che hanno responsabilità familiari, la promozione di servizi e strutture aziendali  per lo sviluppo della concialibilità, il riconoscimento e la certificazione delle  misure di welfare familiare, per uno stanziamento complessivo di 2.9mio di franchi l’anno, finora ben lungi dall’essere utilizzati.

Infatti, molte aziende ticinesi non sono a conoscenza di questi sostegni, anche finanziari, per lo sviluppo della conciliabilità aziendale; un’occasione preziosa per andare incontro alle esigenze delle famiglie, contribuire a risolvere le fragilità del lavoro femminile e rendere più agile e all’avanguardia l’organizzazione delle imprese ticinesi.

E’ assolutamente necessario uno sforzo ulteriore nella sensibilizzazione e continueremo  a sollecitare  in questa direzione i dipartimenti interessati, DSS e DFE, insieme alle organizzazioni economiche. Tanto più che  la  conciliabilità  lavoro-famiglia è ormai  universalmente riconosciuta quale  tappa obbligata della  responsabilità sociale di impresa.


Comunicato stampa - Matrimonio per tutti

FAFTPlus sostiene la campagna "SÌ LO VOGLIO" insieme alla Conferenza Cantonale dei Genitori, a Pro Familia, a Pro Juventute e all'Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostituite. SÌ al Matrimonio per tutt* per eliminare dal diritto svizzero, una volta per tutte, anacronistiche discriminazioni basate sull'orientamento sessuale

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Mela marcia

- il diario di Natalia Ferrara -

Poco meno di un mese fa mi sono chiusa in casa. Le prime due settimane sono andate bene, anzi, che dico, benissimo. Avrò dormito una ventina di ore in tutto, ho pianto un poco tutti i giorni, mi sono affacciata alla finestra per vedere se almeno il cielo ancora aveva il suo volto rassicurante oppure cascante. Decadente come il mio, con le occhiaie al posto delle guance e la pelle trasparente, come quella di un serpente quando la perde lungo la strada delle stagioni.

Dalla terza settimana, invece, un vero disastro. Ho iniziato a dormire un po’ di più, sono pure tornata a sognare, addirittura Morfeo ha messo insieme pezzi di puzzle altrimenti insperati: dalla coppia genitoriale ai giochi dell’infanzia. E ho pianto una volta, una sola, un po’ più a lungo, ma pur sempre una volta sola, per il non compleanno della mia mamma. E poi ho provato piacere fuori in giardino con il sole in faccia e i piedi caldi che neanche negli scalferotti d’inverno. E poi? E poi ho inorridito di fronte a questo miglioramento solo apparente.

Mi è tornata alla mente una lezione di filosofia al liceo, quando Zambelloni ci persuase che l’essere umano, bontà sua, così umano non è, poiché, appunto, in grado di abituarsi a tutto, anche al disumano. Ci ho pensato a lungo, le parole del professore - e non c’entra la casa di carta - mi han tolto di nuovo il sonno, e mi sono riappacificata solo quando mi sono convinta – sempre fra me e me, in una partita a scacchi senza pedine ma con paturnie in abbondanza - che viviamo, è vero, una condizione disumana, ma non umani non siamo. Non la maggior parte di noi almeno. Perché “prima i nostri” mica lo applicheremo ai pazienti, giusto? Perché non divideremo la società in “prima i giovani” o ancora “prima le coppie senza bambini”. Vero?

Matteo, dopo diverse notti passate a preparare teiere di tisane, l’altra mattina si è arreso e mi ha detto “parliamone”. E così, di buona lena, in cucina, dove si parla meglio ma solo se non si cucina, mi sono messa a raccontare a mio marito delle mie settimane buone, che mi erano sembrate cattive eppure, a ben guardare, male non erano, dato che male non stiamo. Gli ho rovesciato addosso l’umanità, la distanza, la necessità di proteggerci. E poi ancora l’isolamento che non è (più) sinonimo di egoismo. E Zambelloni, il liceo, gli esseri umani. Dopo una decina di minuti di soliloquio, ho chiesto conto a Matteo del suo silenzio. Una smorfia al labbro superiore, la faccia corrucciata e poco più di un sibilo fra i denti stretti.

  • Ho mangiato una mela marcia.
  • Scusa?! Come sarebbe che hai mangiato una mela marcia?
  • Sì, è così – aggiunge sempre più disgustato – ho mangiato una mela marcia. Sai le mele al forno, quelle buone, ecco, non erano più buone. Ne ho mangiata una con dentro la muffa, non l’aroma di vaniglia.
  • Amo scusa ma cosa c’entra il fatto che hai mangiato una mela marcia con quanto ti stavo raccontando?
  • Tu mi hai chiesto perché stavo zitto, non cosa pensavo di quanto avevi detto. E io, appunto, tacevo perché quasi mi veniva da vomitare, pensando alla mela marcia, che pensavo fosse buona, invece non lo era, ma alla fine non era poi così male, dato che male non sono stato.

Rapporto Intermedio Svizzera raccomandazioni Comitato CEDAW

Nella seduta del 14 dicembre 2018, il Consiglio federale ha adottato il rapporto intermedio sullo stato dell'attuazione delle raccomandazioni del 18 novembre 2016 del Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW).

Le raccomandazioni citate riguardano lo sviluppo di una strategia e di un piano d’azione nazionali per l’uguaglianza di genere nonché il rafforzamento del ruolo delle istituzioni per le pari opportunité (raccomandazione 19 b e c), l’adozione di un piano d’azione nazionale per combattere la violenza di genere contre le donne e le ragazze (raccomandazione 27 c) nonché l’elaborazione di uno studio per analizzare l’impatto dell’attuale sistema delle rendite di vecchiaia sulle coppie divorziate con un reddito basse (raccomandazione 49 d).

 


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