Da leggere e da vedere
Le storie hanno il potere di accompagnarci oltre il nostro tempo, di farci incontrare persone, esperienze e prospettive capaci di arricchire il nostro sguardo sul mondo. Questo mese vi proponiamo due letture molto diverse tra loro, accomunate però da un elemento fondamentale: il percorso di donne che cercano, resistono, crescono e trasformano la realtà che le circonda.
Io sono Adele
Con "Io sono Adele", l'autrice ci conduce alla scoperta della vita di Adele Cambria, giornalista, scrittrice e protagonista delle battaglie civili e femministe del Novecento italiano. Attraverso una narrazione coinvolgente, il libro restituisce il ritratto di una donna libera, determinata e anticonformista, che ha saputo attraversare decenni di cambiamenti sociali e culturali senza mai rinunciare alla propria voce. Una lettura preziosa per chi desidera conoscere una figura fondamentale della storia contemporanea e riflettere sul lungo cammino verso l'emancipazione femminile. (Per saperne di più)
Supernova
Con "Supernova" di Nina Gigante, entriamo invece nell'universo di una giovane protagonista alle prese con le sfide della crescita, della scoperta di sé e della ricerca del proprio posto nel mondo.
Una storia intensa e delicata che affronta temi universali come l'identità, le relazioni, il cambiamento e il coraggio di immaginare il proprio futuro. Un romanzo che parla soprattutto alle nuove generazioni, ma che offre spunti di riflessione a lettrici e lettori di ogni età. (Per saperne di più)
Due libri, due epoche e due percorsi differenti, uniti da un filo comune: la capacità delle donne di reinventarsi, sfidare i limiti imposti e aprire nuove possibilità per sé stesse e per chi verrà dopo di loro.
Buona lettura!
(foto: Canva)
Faftplus sostiene la memoria delle donne
Una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino per il fondo Chiara Simoneschi-Cortesi
La memoria delle donne è memoria collettiva. Ed è anche uno strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire il futuro.
In occasione dell’assemblea generale 2026, Faftplus ha consegnato una donazione di 2’500 franchi all’Archivio Donne Ticino a sostegno del lavoro di riordino, conservazione e valorizzazione del fondo archivistico di Chiara Simoneschi-Cortesi.
A ricevere simbolicamente l’assegno sono state la vicepresidente dell’Archivio Donne Ticino Nicoletta Solcà insieme alle co-presidenti di Faftplus, Maria e Gina, in un momento carico di significato e riconoscenza verso una figura che ha segnato profondamente la storia politica e sociale del nostro Cantone e della Svizzera.



Nel suo intervento durante l’assemblea, Nicoletta Solcà ha ricordato come il fondo archivistico consegnato da Chiara Simoneschi-Cortesi nel 2019 rappresenti uno dei più importanti custoditi dall’Archivio Donne Ticino nei suoi 25 anni di attività: ben 120 scatole e oltre 1’200 file digitali che documentano decenni di impegno politico, sociale e culturale.
Un patrimonio prezioso che racconta numerose tappe fondamentali della storia delle donne in Ticino e in Svizzera: dall’Associazione Donne PPD — fondata nel 1985 e presieduta inizialmente proprio da Simoneschi-Cortesi — al Gran Consiglio, dalle commissioni federali dedicate all’uguaglianza e alle questioni femminili fino alle attività comunali, alla formazione professionale e alla formazione continua per adulti.
Nicoletta Solcà ha sottolineato come il lavoro archivistico richieda tempo, competenze e risorse: «L’elefante va mangiato a fette», ha ricordato citando la presidente dell’associazione Yvonne Pesenti, spiegando come il riordino e l’inventariazione del fondo procedano a tappe, grazie al lavoro di archiviste e archivisti professionisti.
La donazione di Faftplus vuole essere un gesto concreto per sostenere questo importante lavoro di memoria e valorizzazione storica. Conservare questi documenti significa infatti preservare le tracce delle battaglie, dei progressi e dell’impegno di generazioni di donne che hanno contribuito a trasformare la società.
Per Faftplus, sostenere l’Archivio Donne Ticino significa anche ribadire l’importanza di rendere visibile la storia delle donne, affinché il loro contributo non venga dimenticato ma continui a ispirare le generazioni future.
(foto: Faftplus)
Il sessismo non è marketing
Di Mari-Luz Besomi-Candolfi, comitato Faftplus
Le polemiche nate attorno alle magliette indossate dal personale del Lido di Caslano riaprono una questione che va ben oltre il singolo episodio: fino a che punto il marketing può spingersi nel nome della visibilità? La comunicazione pubblicitaria punta spesso sulla provocazione, con l’obiettivo di generare attenzione immediata, discussioni online e diffusione virale. Tuttavia il fatto che un messaggio riesca a “far parlare di sé” non significa automaticamente che sia legittimo o accettabile.
L’utilizzo di slogan sessisti o basati su stereotipi di genere non può essere giustificato come ironia o goliardia. Quando la donna viene ridotta al proprio corpo oppure associata a un oggetto o a un elemento decorativo utile ad attirare clienti, si normalizza una mentalità irrispettosa che apre la porta alla violenza. La questione non riguarda il divieto dell’umorismo, ma la responsabilità di chi comunica pubblicamente.
Un’attività commerciale, soprattutto in contesti frequentati da giovani e famiglie, trasmette inevitabilmente anche un’immagine culturale. E proprio per questo il marketing deve interrogarsi non solo su ciò che funziona in termini di attenzione, ma anche su ciò che comunica in termini di valori. La provocazione sessista per ottenere pubblicità facile purtroppo ancora genera visibilità nel breve periodo, ma rafforza modelli comunicativi basati sulla prepotenza e sugli stereotipi.
In una società che chiede maggiore consapevolezza e rispetto, la comunicazione commerciale non può sottrarsi a una riflessione etica.
Leggi qui l'articolo apparso su tio.ch il 9 maggio 2026.
(foto: Canva)
142: una linea diretta per le vittime di violenza
Dal 1° maggio 2026 è attivo in Ticino il numero 142, una nuova linea nazionale pensata per offrire accesso immediato all’aiuto per le vittime di violenza. Una cifra semplice, facile da ricordare, che diventa un primo punto di contatto per chi vive situazioni di paura, controllo o abuso— ma anche per familiari, amiche e amici che vogliono sostenere.
La violenza è spesso invisibile e difficile da raccontare. Colpisce in particolare molte donne, ma anche uomini e giovani, e si manifesta non solo in forme fisiche, ma anche psicologiche, economiche e relazionali. In questi contesti, chiedere aiuto può essere il passo più difficile. Il 142 nasce proprio per ridurre questa distanza, offrendo uno spazio di ascolto accessibile, riservato e senza giudizio.
Componendo il numero, si entra in contatto con professioniste e professionisti formati, pronti a offrire sostegno e orientamento verso i servizi adeguati. Il servizio è attivo 24 ore su 24: durante gli orari d’ufficio rispondono le operatrici e gli operatori specializzati, mentre fuori orario è garantito un primo ascolto e l’accompagnamento verso le risorse disponibili.
Il 142 non è un numero di emergenza, ma uno strumento fondamentale per fare il primo passo. Perché uscire dalla violenza non deve essere un percorso solitario, e ogni richiesta di aiuto merita di trovare risposta.
Per maggiori informazioni puoi consultare la pagina dedicata al servizio.
(foto: Canva)
Le parole contano!
Il linguaggio è espressione del nostro pensiero ed è uno strumento potente nel plasmare la mentalità collettiva. Per questo non va mai banalizzato.
Faftplus ne è convinta e, di conseguenza, presta particolare attenzione al modo in cui la stampa e i media raccontano i fatti. Il titolo di un articolo de La Regione, relativo al caso di un docente di scuola media che ha abusato per lungo tempo di allieve minorenni, ha urtato profondamente non solo noi, ma anche molte persone sensibili a questo tema.
Alle prese di posizione della co-presidente di Faftplus Gina La Mantia e della membra di comitato e deputata in Gran Consiglio Giulia Petralli sono seguite le scuse del direttore del giornale Daniel Ritzer. Scuse che accogliamo.
Qui di seguito la prese di posizione di Gina La Mantia (co-presidente Faftplus) e Giulia Petralli (membro di Faftplus).
(foto: Canva)
Parità salariale: il Cantone può fare di più!
Dieci anni dopo la firma della Carta per la parità salariale nel settore pubblico da parte del
Cantone, l’obiettivo della stessa è lungi dall’essere raggiunto. I dati sono inequivocabili:
persiste ancora un’importante disparità salariale che causa effetti negativi sull’indipendenza
economica delle donne, sul loro potere d’acquisto e sulla loro situazione finanziaria in età
pensionistica.
Eppure, per il Consiglio di Stato la situazione sembrerebbe essere sotto controllo. Sollecitato da una mozione del gruppo “Più donne”, afferma infatti che, avendo firmato la Carta per la parità salariale, non vi sia altro da fare.
Faftplus è del parere che si possa e si debba fare di più. Promuovere maggiormente la Carta
per la parità salariale anche a livello comunale rappresenterebbe un primo passo nella giusta direzione.
Qui di seguito l'intero articolo "Le disparità restano, il governo agisca" di Vittoria De Feo, apparso su La Regione del 7 aprile.
(foto: Canva)
Da leggere e da vedere
Marzo ci invita a rallentare lo sguardo e a lasciarci attraversare da storie che interrogano identità, memoria e trasformazione. Tra libri, arte e musica, emergono voci che aprono spazi di riflessione e ci accompagnano verso nuove consapevolezze.
Iniziamo dalla lettura con “Gli anni in bianco e nero”, un’opera che attraversa il tempo e la memoria, intrecciando esperienze individuali e collettive. È una narrazione che ci porta a riflettere su ciò che resta, su ciò che cambia e su come le storie personali possano diventare specchio di una realtà più ampia, capace di parlare a tutte e tutti. Più info qui.
Accanto a questo, “Oltre lo specchio” di Rosa Russo, presentato recentemente anche in Ticino, ci accompagna in un viaggio più intimo e introspettivo. Un romanzo che invita a interrogare l’immagine che abbiamo di noi stesse e noi stessi, a guardare oltre le apparenze e a riconoscere le narrazioni – spesso invisibili – che influenzano il nostro modo di essere e di stare nel mondo. Più info qui.
Sul fronte del vedere il LAC di Lugano propone la mostra “RE-IMAGININGS. Mai-Thu Perret e Una Szeemann”, un dialogo tra due artiste che esplorano il femminile attraverso linguaggi contemporanei. Un percorso che mette in discussione rappresentazioni e ruoli, aprendo nuove possibilità di lettura e immaginazione, dove l’arte diventa spazio di trasformazione e libertà. Più info qui.
Infine, un’esperienza da vivere e ascoltare: la Suite corale – “Le donne di Isone 1820”. Una storia potente e poco conosciuta, in cui un gruppo di donne, sfidando le regole del proprio tempo, decide di far sentire la propria voce cantando durante la messa. Un gesto semplice ma rivoluzionario, che ancora oggi parla di coraggio, resistenza e libertà. Il progetto musicale riporta in vita questa memoria attraverso una serie di concerti in Ticino, offrendo un momento di ascolto e connessione profonda con il passato e con il presente. Più info qui.
Storie da leggere, immagini da osservare, voci da ascoltare: percorsi diversi che ci invitano amettere in discussione ciò che diamo per scontato e a immaginare nuovi modi di essere e diconvivere.
(foto: Canva)
Faftplus sulla votazione dell’8 marzo
Imposizione individuale – una questione di principio colta dalla popolazione
È stata l’occasione per finalmente arrivare a una maggior equità fiscale, il momento giusto per eliminare la penalizzazione del matrimonio riconosciuto dal Tribunale federale già nel lontano 1984. L’occasione per introdurre un sistema fiscale che valorizza maggiormente il lavoro femminile e riconosce la donna, anche quando è sposata, come individuo a pieno titolo. Una questione di principio che il popolo svizzero ha saputo cogliere con chiarezza.
Faftplus – Federazione delle Associazioni femminili Ticino, che sin dal momento del lancio dell’iniziativa da parte delle Donne liberali radicali ha sostenuto il progetto, è molto soddisfatta da questo importante passo in avanti per abbattere gli stereotipi di genere, dare alle coppie piena libertà di scelta e alle donne una maggior possibilità di mettere a frutto le loro competenze professionali.
Bocciata l’iniziativa “200 franchi bastano”: una vittoria per il servizio pubblico
Faftplus – Federazione delle Associazioni femminili Ticino accoglie con soddisfazione il netto rifiuto dell’iniziativa “200 franchi bastano”. Il voto popolare conferma l’importanza di un servizio pubblico radiotelevisivo forte, capace di garantire un’informazione di qualità, accessibile a tutte e tutti, a sostegno del pluralismo culturale e linguistico in Svizzera. Il risultato, seppur meno chiaro in Ticino, dimostra inoltre che il ruolo fondamentale della RSI per il tessuto sociale ed economico è stato colto dalla cittadinanza che si è opposta a un ulteriore impoverimento della Svizzera italiana.
Faftplus non rinuncia allo spirito critico con il quale ha sempre osservato – anche come socia della CORSI – l’operato della RSI. Una maggior rappresentazione femminile nei ruoli di esperte, un linguaggio rispettoso e inclusivo e la scelta di immagini non stereotipate sono fondamentali per promuovere la parità e l’emancipazione femminile.
(foto: Canva)
Per l’8 marzo imbocchiamo la strada dell’uguaglianza fiscale!
di Gina La Mantia e Maria Bonina, copresidenti Faftplus
Nonostante percorsi di formazione spesso eccellenti, in Svizzera le donne occupano ancora troppo spesso posizioni marginali nel mercato del lavoro, con impieghi a piccoli percentuali, salari e pensioni più bassi e minori opportunità di carriera. Un divario radicato che rende lenta e faticosa la conquista della parità di fatto. È necessario rimuovere gli ostacoli alla crescita professionale femminile e l’8 marzo possiamo eliminarne uno concreto: il meccanismo penalizzante dell’attuale sistema fiscale per le coppie sposate. L’imposizione individuale è un cambio di paradigma che mette le donne al centro dell’economia e della società, principio per cui Faftplus si batte da 68 anni. Tassare ogni persona secondo il proprio reddito e patrimonio, indipendentemente dallo stato civile, significa superare la “penalizzazione del matrimonio”, che colpisce il secondo reddito, spesso quello femminile. Questa riforma promuove l’uguaglianza favorendo una maggiore partecipazione al lavoro e rafforzando l’indipendenza economica delle donne. I benefici si estendono alle famiglie, più solide grazie a due redditi; alle aziende, che possono contare su maggior manodopera qualificata; e agli enti pubblici, grazie a un aumento del gettito fiscale. Cogliamo l’occasione di portare il diritto fiscale nel XXI secolo e di tassare in modo equo lavoro e patrimonio delle coppie. Il lavoro femminile non è un lusso né un accessorio: è reddito, competenza, autonomia. Va sostenuto, non penalizzato. Faftplus invita a votare Sì all’introduzione dell’imposizione individuale: è ora di cambiare!
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Diventa testimonial e lascia una tua dichiarazione a favore dell’imposizione individuale «La tua dichiarazione»
(foto: Canva)
Cinque ritratti, libri che interrogano, immagini che trasformano
Proseguono le nostre proposte culturali con una selezione che mette al centro il femminile con
narrazione plurale, mai fissa, sempre in trasformazione. Un invito a leggere, ascoltare e osservare
con uno sguardo critico e aperto.
EVENTO
Cinque ritratti al femminile
Il 21 febbraio 2026, all’Hotel Pestalozzi di Lugano, la Libreria Wälti – storica realtà del Quartiere
Maghetti e vicina di casa di Faftplus – propone una serata dedicata a cinque ritratti di donne.
Un incontro che intreccia letteratura, biografie e sguardi contemporanei sul femminile, offrendo uno spazio di riflessione e confronto aperto al pubblico. Un’occasione preziosa per ascoltare storie che parlano di identità, scelta e libertà.

LETTURE
Fabbricare una donna – Marie Darrieussecq (Crocetti)
Un testo intenso e lucido che esplora la costruzione culturale e simbolica del corpo femminile.
Attraverso scrittura e pensiero critico, Marie Darrieussecq smonta stereotipi e aspettative, restituendo complessità all’esperienza dell’essere donna.
Diventerai uomo – Leonardo Mendolicchio (Mondadori)
Un libro che affronta il tema della mascolinità, delle aspettative sociali e dei passaggi identitari.
Una lettura utile anche per comprendere quanto i modelli di genere incidano sulle vite di tutte e
tutti.
MOSTRA
Kiefer. Le alchimiste
Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano ospita una
grande mostra dedicata ad Anselm Kiefer. “Le Alchimiste” è un viaggio potente tra materia, mito e
trasformazione, in cui il femminile emerge come forza generativa, simbolica e radicale. Curata
dalla storica dell’arte Gabriella Belli.
(foto: Canva)









