
Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi si raccontano all’assemblea Faftplus
Due donne ticinesi. Due percorsi diversi. Una stessa convinzione: la parità non arriva da sola, va costruita insieme, con coraggio, preparazione e reti solide tra donne — e non solo.
Durante l’assemblea generale di Faftplus, la giornalista Romina Borla ha guidato l’intervista dal titolo «Il valore dell’amicizia in politica», un intenso e autentico dialogo con Marina Carobbio e Chiara Simoneschi-Cortesi: due figure che, a dieci anni di distanza l’una dall’altra, hanno infranto importanti “soffitti di cristallo” nella politica federale svizzera.



Chiara Simoneschi-Cortesi è stata la prima donna ticinese — e prima donna della Svizzera italiana — a presiedere il Consiglio nazionale svizzero nel 2008/2009. Marina Carobbio è invece diventata la prima donna ticinese eletta al Consiglio degli Stati. Due traguardi storici accomunati da una visione politica profondamente umana, attenta agli interessi sociali, alla giustizia e alla parità di genere.
L’intervista ha lasciato spazio non solo alla politica, ma anche all’amicizia nata a Berna tra due donne provenienti da mondi politici differenti. Marina Carobbio ha ricordato il suo arrivo a Palazzo federale nel 2007, quando Chiara Simoneschi-Cortesi era già una figura di riferimento a livello nazionale. «Mi ha dato tanti consigli su come affrontare l’inizio a Berna», ha raccontato Carobbio, sottolineando l’importanza della preparazione, dello studio dei dossier e soprattutto del sostegno reciproco tra donne.



Un messaggio condiviso anche da Simoneschi-Cortesi, che ha ricordato le grandi battaglie trasversali portate avanti negli anni Novanta, come quella per l’assicurazione maternità. «La maternità è di tutti, non è una questione privata», ha affermato, ricordando come solo unendo sensibilità politiche diverse sia stato possibile ottenere risultati concreti.
Molto toccanti anche i ricordi personali e familiari. Marina Carobbio ha raccontato di essere cresciuta con una madre attiva nella difesa dei diritti delle donne, in una Svizzera dove ancora nel 1971 le donne non potevano votare a livello federale e dove, per molte decisioni quotidiane, serviva ancora la firma del marito. Chiara Simoneschi-Cortesi ha invece ricordato il percorso professionale difficile della madre e le limitazioni vissute direttamente dalle donne della sua generazione: dalla necessità di chiedere il permesso al marito per lavorare fino alla disparità salariale ancora oggi irrisolta.



Il tema della conciliabilità tra politica, lavoro e famiglia ha attraversato tutta la conversazione. Marina Carobbio ha raccontato le difficoltà vissute come giovane madre impegnata in politica, tra commissioni federali, figli piccoli e turni di notte come medico. Simoneschi-Cortesi ha invece spiegato come il suo ingresso più intenso in politica sia arrivato in una fase diversa della vita, quando i figli erano ormai grandi.
Entrambe hanno lanciato un messaggio forte alle giovani donne: buttarsi, credere nelle proprie competenze e fare rete. «Le donne spesso sentono di dover essere preparatissime prima di candidarsi», ha osservato Carobbio. «Ma le competenze le abbiamo tanto quanto gli uomini».
Non sono mancati gli sguardi critici verso il presente. Se da un lato Marina Carobbio vede nelle nuove generazioni una maggiore sensibilità verso i temi della parità, Chiara Simoneschi-Cortesi ha ricordato quanto resti ancora da fare, invitando però a non perdere mai curiosità, umiltà e capacità di lavorare insieme.
Più che una semplice intervista, quello proposto da Faftplus è stato un vero passaggio di testimone
tra generazioni di donne impegnate nella vita pubblica. Un dialogo sincero, ricco di memoria, esperienza e visione, che ha ricordato a tutte e tutti quanto la parità sia ancora oggi una conquista quotidiana.
(foto: Faftplus)