di Gina La Mantia e Maria Bonina, copresidenti Faftplus

Nonostante percorsi di formazione spesso eccellenti, in Svizzera le donne occupano ancora troppo spesso posizioni marginali nel mercato del lavoro, con impieghi a piccoli percentuali, salari e pensioni più bassi e minori opportunità di carriera. Un divario radicato che rende lenta e faticosa la conquista della parità di fatto. È necessario rimuovere gli ostacoli alla crescita professionale femminile e l’8 marzo possiamo eliminarne uno concreto: il meccanismo penalizzante dell’attuale sistema fiscale per le coppie sposate. L’imposizione individuale è un cambio di paradigma che mette le donne al centro dell’economia e della società, principio per cui Faftplus si batte da 68 anni. Tassare ogni persona secondo il proprio reddito e patrimonio, indipendentemente dallo stato civile, significa superare la “penalizzazione del matrimonio”, che colpisce il secondo reddito, spesso quello femminile. Questa riforma promuove l’uguaglianza favorendo una maggiore partecipazione al lavoro e rafforzando l’indipendenza economica delle donne. I benefici si estendono alle famiglie, più solide grazie a due redditi; alle aziende, che possono contare su maggior manodopera qualificata; e agli enti pubblici, grazie a un aumento del gettito fiscale. Cogliamo l’occasione di portare il diritto fiscale nel XXI secolo e di tassare in modo equo lavoro e patrimonio delle coppie. Il lavoro femminile non è un lusso né un accessorio: è reddito, competenza, autonomia. Va sostenuto, non penalizzato. Faftplus invita a votare Sì all’introduzione dell’imposizione individuale: è ora di cambiare!

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(foto: Canva)

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