
Ci sono persone che attraversano la vita lasciando dietro di sé incarichi, progetti e risultati. E poi ci sono persone che lasciano soprattutto una direzione. Mari Luz Besomi-Candolfi apparteneva a queste ultime.
La sua è stata una vita straordinariamente ricca, attraversata da mondi apparentemente diversi – la sanità, la politica, l’associazionismo, lo sport – ma tenuti insieme da un filo che oggi ci appare ancora più evidente: la volontà di aprire spazi, costruire opportunità e rendere le donne più libere di scegliere la propria vita.
Mari Luz aveva cominciato presto a rompere qualche schema. Nel 1976 era tra le pioniere del calcio femminile ticinese, quando per una ragazza giocare a calcio significava entrare in un territorio considerato quasi esclusivamente maschile. Molti anni dopo avrebbe continuato a ricordare il valore culturale e sociale dello sport femminile e la sua capacità di anticipare i cambiamenti della società.
Quella stessa determinazione l’ha accompagnata nel suo percorso professionale nel mondo della sanità, fino al ruolo di capo cure di Gentilcure, e nel suo instancabile impegno politico e associativo. Come presidente delle Donne liberali radicali ticinesi ha lavorato per la conciliabilità tra famiglia e professione, per una maggiore presenza delle donne nella politica e nel mondo del lavoro e, con particolare convinzione, per l’imposizione individuale. Una battaglia che per Mari Luz significava soprattutto autonomia e indipendenza economica delle donne.



Dal 2024 Mari Luz faceva parte anche del Comitato di Faftplus. Non era però soltanto una collega di Comitato. Era una presenza viva, competente e appassionata, capace di portare idee, esperienza e quella determinazione che appartiene a chi non considera la parità uno slogan, ma qualcosa da costruire concretamente, giorno dopo giorno.
Oggi salutare Mari Luz fa male. Ma guardando alla sua vita sentiamo soprattutto una profonda gratitudine. Perché alcune battaglie che continueremo a portare avanti avranno dentro anche qualcosa di lei. Ogni volta che una donna troverà il coraggio di occupare uno spazio che prima le era precluso, ogni volta che rivendicheremo autonomia, libertà e pari opportunità, il cammino di Mari Luz continuerà, un poco, anche attraverso il nostro.
Grazie Mari Luz, per la strada percorsa e per quella che ci hai aiutate e aiutati ad aprire.
Il Comitato di Faftplus
(foto: Faftplus)