In Ticino la riforma sull’imposizione individuale, al voto il prossimo 8 marzo, è sostenuta da un comitato interpartitico che vede Faftplus a fianco di esponenti del PLR, PS, Verdi del Ticino, Avanti con Ticino&Lavoro. La Federazione delle associazioni femminili è rappresentata dalle copresidenti Maria Bonina e Gina La Mantia, e dal membro di comitato Luigi Maffezzoli. 


Abolire la penalizzazione del matrimonio ritenuta ingiusta e incostituzionale già nel 1984 dal Tribunale federale, rafforzare l’equità fiscale e valorizzare il ruolo delle donne che sarebbero incitate a lavorare di più, colmando in parte l’attuale carenza di personale qualificato: questi i punti chiave sui quali converge la posizione del comitato interpartitico sceso in campo a favore di una riforma che porta nel ventunesimo secolo un sistema fiscale risalente al lontano 1915; un sistema di oltre 110 anni che evidentemente non rispecchia più la complessità della società odierna.

L’introduzione dell’imposizione individuale è importante per affermare la parità tra i coniugi e per stimolare il lavoro delle donne in quanto la riforma va a incentivare l’occupazione del secondo reddito che nell’80% dei casi è proprio quello femminile. Nel sistema fiscale attuale i redditi delle coppie sposate vengono sommati e il secondo reddito rientra in una progressione fiscale più elevata, ragione per quale molte donne sono disincentivate a lavorare. L’Amministrazione federale stima che potrebbero essere creati 44’000 posti di lavoro a tempo pieno. Per le donne la riforma è un importante passo avanti perché favorisce l’occupazione e l’indipendenza economica, garantendo al tempo stesso una maggiore sicurezza per il futuro pensionistico. Ad approfittarne è anche il sistema economico svizzero che potrebbe sfruttare maggiormente il potenziale delle donne – 58% – che dispongono di una formazione superiore. 

In conferenza stampa la copresidente Maria Bonina ha portato il sostegno di Faftplus a una legge che è frutto di un compromesso equilibrato in parlamento è che porta la fiscalità svizzera ad essere più equa e più moderna, in cui «uomini e donne contribuiscono in modo autonomo alla vita sociale ed economica del Paese». Il comitato interpartitico ticinese «Sì alla imposizione individuale» comprende per il PLR la granconsigliera Cristina Maderni e il presidente distrettuale di Lugano Fabio Monti; per il PS la granconsigliera Lisa Boscolo; per i Verdi la granconsigliera Samantha Bourgoin; per Avanti Ticinoi&Lavoro la granconsigliera Amalia Mirante; ne fa parte pure il granconsigliere indipendente Roberto Ostinelli. Sull’imposizione individuale si vota domenica 8 marzo: un aspetto simbolico importante perché cade proprio il giorno della donna.

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