
Una riforma di equità ed autonomia
Oggi in Svizzera le coppie sposate sono tassate in modo diverso rispetto alle coppie conviventi: la somma dei redditi le spinge spesso in una progressione fiscale più elevata, dando origine alla cosiddetta penalizzazione del matrimonio. Una disparità che il Tribunale federale ha già dichiarato incostituzionale nel 1984, ma che persiste ancora oggi.
L’imposizione individuale propone un principio semplice e giusto: ogni persona è tassata sul proprio reddito e patrimonio, indipendentemente dallo stato civile. Una misura che rafforza l’equità fiscale e crea migliori incentivi al lavoro, in particolare per le donne.
Molte donne desiderano infatti aumentare il proprio grado di occupazione, ma oggi imposte elevate e costi per la cura dei figli spesso annullano il reddito aggiuntivo. L’imposizione individuale favorisce l’autonomia economica, riduce la dipendenza finanziaria all’interno della coppia e contribuisce a contrastare la povertà femminile in età avanzata, anche in termini di rendite pensionistiche.
Dal punto di vista dei contribuenti, il 49% beneficerà di una riduzione delle imposte, il 35% non subirà cambiamenti e solo il 14%, prevalentemente redditi molto elevati, sarà maggiormente tassato. Le critiche su un presunto aumento sproporzionato della burocrazia non trovano riscontro: gli adeguamenti amministrativi sono considerati gestibili e temporanei.
L’imposizione individuale è quindi un passo concreto verso una fiscalità più giusta, moderna e coerente con la realtà sociale ed economica di oggi.
Qui di seguito è disponibile il PDF schematico che riprende in modo sintetico gli argomenti principali.
(foto Canva)